Interessante...
Nella slide 2 compaiono tre giovanotti "in gamba"...
Pare si chiamino Jon Postel , Steve Crocker , Vint Cerf
10/12/07
05/12/07
Open Social : il "social web" secondo Google
OpenSocial è un insieme di API (Interfacce di Programmazione di un'Applicazione) che consentirà agli sviluppatori di creare applicazioni in grado di funzionare su ogni network, interfacciandosi con i dati salvati su questi.
Queste API saranno supportate da molti protagonisti nello spazio del social networking tra cui: Hi5, Plaxo, LinkedIn, Orkut, Ning, Friendster.
Tra coloro che potenzialmente supporteranno questa piattaforma, troviamo anche nomi di spicco nella produzione di prodotti per grandi aziende, come SalesForce e Oracle.
Queste API saranno supportate da molti protagonisti nello spazio del social networking tra cui: Hi5, Plaxo, LinkedIn, Orkut, Ning, Friendster.
Tra coloro che potenzialmente supporteranno questa piattaforma, troviamo anche nomi di spicco nella produzione di prodotti per grandi aziende, come SalesForce e Oracle.
30/11/07
Lettera o E-mail. Qual'è più efficace?
In ottica marketing, quale strumento risulta più efficace?
Come spesso accade, non è così semplice dare una risposta netta e definitiva. Dipende.Dipende dal target di riferimento, dagli obiettivi, dai canali di comunicazione utilizzati, dal campo di applicazione. In entrambi i casi, secondo me, possiamo evidenziare comunque dei pro e contro.
Lettere:
PRO
- se fatta bene, può avere maggiore credibilità;
- maggiore possibilità di risposta;
- è più "personale";
- maggiore attenzione, attraverso la possibilità di leggerla più volte, e in situazioni di maggior tranquillità;
CONTRO
- costi;
- tempi di realizzazione e consegna;
- se presentata male, rischia di finire facilmente cestinata.
E-mail:
PRO
- velocità di realizzazione, spedizione istantanea;
- abbattimento dei costi (niente carta, niente stampe, niente affrancatura);
- maggiore flessibilità, in termini di modifiche e personalizzazioni;
- se fatta bene, può dare una maggiore "interazione".
CONTRO
- facilità di finire cestinata, o comunque non letta;
- se usate in maniera scorretta, possono avere ripercussioni legali;
- poco personale;
- minore tangibilità (soprattutto per alcuni tipi di clienti), quindi minore credibilità;
- bassa percentuale di risposta.
Sono tante le considerazioni che si possono fare, e, come spesso accade, solo una buona esperienza acquisita "sul campo" può fornire qualche indicazione più precisa.
Un buon compromesso, laddove possibile, potrebbe consistere in un direct-mailing di presentazione, impostato secondo un taglio più "caldo" e personale, seguito, in caso positivo, da una gestione attuata via email, che assicurerebbe una maggiore velocità di risposta, stabilizzando la "presenza" nei confronti del cliente.
A tutto vantaggio della "customer satisfaction".
29/11/07
28/11/07
Branding trends 2007, visti oggi.
Questa presentazione è stata realizzata 8 mesi fa, ed esprime possibili valutazioni, valide per il resto del 2007, in tema di brand/mercato.
Ora il 2007 è agli sgoccioli. Quante di queste valutazioni hanno avuto un effettivo riscontro?
Questa non è la Bibbia, ci mancherebbe, e infatti non l'ho mostrata per asserire chissà quale verità.
Penso solo che, per chi si occupa di marketing/vendite, aldilà dei consueti report, possa risultare un buon esercizio chiedersi, in anticipo, quali possano essere i trends per il futuro (più o meno prossimo), e poi andarne a valutare le effettive corrispondenze nella realtà dei fatti, a fine anno (o al termine del periodo di valutazione).
Fare previsioni non è affatto facile, soprattutto in certi settori molto "dinamici", ma sforzarsi di guardare "oltre", secondo me, è quasi un obbligo. Avvicinarsi, poi, il più possibile alla realtà è una soddisfazione, utile a farci capire che la strada intrapresa può essere quella giusta.
Ora il 2007 è agli sgoccioli. Quante di queste valutazioni hanno avuto un effettivo riscontro?
Penso solo che, per chi si occupa di marketing/vendite, aldilà dei consueti report, possa risultare un buon esercizio chiedersi, in anticipo, quali possano essere i trends per il futuro (più o meno prossimo), e poi andarne a valutare le effettive corrispondenze nella realtà dei fatti, a fine anno (o al termine del periodo di valutazione).
Fare previsioni non è affatto facile, soprattutto in certi settori molto "dinamici", ma sforzarsi di guardare "oltre", secondo me, è quasi un obbligo. Avvicinarsi, poi, il più possibile alla realtà è una soddisfazione, utile a farci capire che la strada intrapresa può essere quella giusta.
27/11/07
ICT e sviluppo
Dal 13 al 15 dicembre, a Ginevra, si terrà la sesta edizione del World Telecommunication/ICT Indicators (WTI) Meeting , organizzato, come di consueto, dalla International Telecommunication Union (ITU).
L' ITU è la rinomata agenzia per l'ICT (information e communication technology) delle Nazioni Unite.
Il ruolo di ITU è quello di sostenere lo sviluppo delle tecnologie e della comunicazione puntando su 3 settori principali: radiocommunication, standardization e development.
Con base a Ginevra (Svizzera), ITU conta 191 Stati Membri (tra cui l'Italia) e più di 700 membri associati.
L' ITU è la rinomata agenzia per l'ICT (information e communication technology) delle Nazioni Unite.
Il ruolo di ITU è quello di sostenere lo sviluppo delle tecnologie e della comunicazione puntando su 3 settori principali: radiocommunication, standardization e development.
Con base a Ginevra (Svizzera), ITU conta 191 Stati Membri (tra cui l'Italia) e più di 700 membri associati.
26/11/07
Google ancora avanti rispetto a Yahoo e Msn
Stando alle statistiche relative al mese di Ottobre 2007, pubblicate da comScore per il mercato USA, vediamo che Google guadagna ancora punti rispetto ai "competitor" Yahoo e Msn, nel ranking dei motori di ricerca.
Certo, le cifre del mercato USA sono ben distanti dai numeri di casa nostra, ma sarebbe curioso vedere le statistiche per l'Italia.
A naso, c'è da pensare che il divario possa essere solo maggiore.
24/11/07
Dire grazie
Un cliente vi accorda la sua fiducia e acquista un vostro prodotto. Benissimo.
Faccio l'esempio di un e-commerce, visto che in questi anni mi sono ritrovato spesso sia dalla parte dell'acquirente che del venditore.
In una situazione, in particolare, avevo acquistato merce per un valore complessivo superiore ai 1500 euro. La fase di acquisto è stata abbastanza semplice e ben documentata (diversamente, di certo non avrei proseguito). Al termine del processo di pagamento, vengo riportato alla home page.
Mi fermo un attimo e penso: dopo aver speso 1500 euro, non ho ricevuto neanche un grazie?
Non era mica dovuto, da parte mia, acquistare necessariamente presso quello store?
Una cosa è sicura. In futuro non ci tornerò più, e riportando la faccenda ad amici e conoscenti, di certo non avrò potuto farne una buona pubblicità. Con buona pace del "word of mouth".
Eppure siamo nel 2007 (quasi 2008). E qui parliamo davvero di un minimo di cortesia, che invece dovrebbe essere usata in quantità, alla base di ogni buon rapporto con un potenziale cliente.
Figuriamoci poi quando il cliente, da potenziale diventa acquirente...
Faccio l'esempio di un e-commerce, visto che in questi anni mi sono ritrovato spesso sia dalla parte dell'acquirente che del venditore.
In una situazione, in particolare, avevo acquistato merce per un valore complessivo superiore ai 1500 euro. La fase di acquisto è stata abbastanza semplice e ben documentata (diversamente, di certo non avrei proseguito). Al termine del processo di pagamento, vengo riportato alla home page.
Mi fermo un attimo e penso: dopo aver speso 1500 euro, non ho ricevuto neanche un grazie?
Non era mica dovuto, da parte mia, acquistare necessariamente presso quello store?
Una cosa è sicura. In futuro non ci tornerò più, e riportando la faccenda ad amici e conoscenti, di certo non avrò potuto farne una buona pubblicità. Con buona pace del "word of mouth".
Eppure siamo nel 2007 (quasi 2008). E qui parliamo davvero di un minimo di cortesia, che invece dovrebbe essere usata in quantità, alla base di ogni buon rapporto con un potenziale cliente.
Figuriamoci poi quando il cliente, da potenziale diventa acquirente...
18/11/07
Open Source come modello di business
Domani, al Politecnico di Milano, avrà luogo il convegno "L'Open Source come modello di business".
Un appuntamento davvero interessante, utile a far comprendere appieno le potenzialità del software open source, aldilà dell'ambito accademico.
Al dibattito infatti parteciperanno proprio esponenti del mondo accademico e rappresentanti delle imprese, per fare il punto della situazione, e quindi valutare modelli di business emergenti, sviluppabili proprio a partire dalle tecnologie open source, in ambito tecnico ma soprattutto manageriale.
Ospite d’eccezione sarà Anthony Wasserman, Executive Director of the Center for Open Source Investigation della prestigiosa Carnegie Mellon West.
Gli interventi introduttivi verteranno su “The business of Open Source”(curato dallo stesso Wassermann), “I modelli manageriali dei progetti Open Source”, “Qualità e costi del software Open Source” , “La strategia Open Source di IBM”.
Un appuntamento davvero interessante, utile a far comprendere appieno le potenzialità del software open source, aldilà dell'ambito accademico.
Al dibattito infatti parteciperanno proprio esponenti del mondo accademico e rappresentanti delle imprese, per fare il punto della situazione, e quindi valutare modelli di business emergenti, sviluppabili proprio a partire dalle tecnologie open source, in ambito tecnico ma soprattutto manageriale.
Ospite d’eccezione sarà Anthony Wasserman, Executive Director of the Center for Open Source Investigation della prestigiosa Carnegie Mellon West.
Gli interventi introduttivi verteranno su “The business of Open Source”(curato dallo stesso Wassermann), “I modelli manageriali dei progetti Open Source”, “Qualità e costi del software Open Source” , “La strategia Open Source di IBM”.
17/11/07
Rapporto EITO 2006/2007 su gli investimenti ICT in Europa
In attesa di dati sul prossimo futuro, oggi, a distanza di 12 mesi, vediamo quali erano le previsioni relative agli investimenti ICT in Europa, secondo il rapporto EITO.
16/11/07
15/11/07
Quando i links erano più leggeri...
Apprezzamento, consiglio, fiducia, moneta di scambio, opportunismo. Un link può avere un diverso "background", e tante direzioni.
Bei tempi (6/7 anni fa?) quelli in cui si mettevano link senza tanti complimenti, senza farsi tante domande, senza pensare al "peso", senza aspettarsi nulla in cambio.
Oggi la percezione di un link è molto cambiata. Ha assunto un significato che va sempre più "monetizzato", e il fiorire quotidiano di nuovi servizi web non fa altro che fornire nuovi contesti da valutare in ottica di profitto.
Non che questo sia un male in assoluto, intendiamoci.
14/11/07
Internet e l'evoluzione dei media
Riporto questo filmato della presentazione tenuta da Marco Montemagno allo IAB Forum 2007, in tema di Internet e New Media. Non posso che condividere le considerazioni espresse, e sottolineare, ancora una volta, quale messaggio distorto veicolino gli "old media" quando parlano di internet.
13/11/07
Cosa si intende per "new media"?
Il concetto di "new media", secondo me, rientra tra quelle espressioni di cui non è facile dare una definizione esatta.
Molto spesso si sente parlare di "new media", e quasi sempre se ne sottintende il significato o il senso.
E così i media diventano "new" quando si parla di internet, per esempio. Ok, ma anche parlare di "internet" in senso lato non esprime un concetto chiaro. E allora si finisce per confondere il mezzo con i contenuti, lo strumento con le possibilità, la tecnologia con le nuove forme di comunicazione che da essa si generano.
Naturalmente, riusciamo a distinguere con facilità un "old media" da un new media. Eppure, non con la stessa facilità, riusciamo a descrivere ciò che caratterizza la differenza.
Infatti se dico "Televisione" rendo già bene l'idea, non ho bisogno di aggiungere altro.
Se dico "Internet" invece, devo sempre aggiungere qualche spiegazione, che il più delle volte userà termini come computer, rete, connessione, digitale, collegamento, mondo, interattività.
Giusto per mantenerci sui concetti base.
In conclusione dunque, potremmo dire che definiamo New Media tutto ciò che ha una connotazione digitale, con la quale è possibile interagire, e che permette la connessione con altre persone, anch'esse dotate delle stesse tecnologie.
Vedi che non bastano due parole?
Molto spesso si sente parlare di "new media", e quasi sempre se ne sottintende il significato o il senso.
E così i media diventano "new" quando si parla di internet, per esempio. Ok, ma anche parlare di "internet" in senso lato non esprime un concetto chiaro. E allora si finisce per confondere il mezzo con i contenuti, lo strumento con le possibilità, la tecnologia con le nuove forme di comunicazione che da essa si generano.
Naturalmente, riusciamo a distinguere con facilità un "old media" da un new media. Eppure, non con la stessa facilità, riusciamo a descrivere ciò che caratterizza la differenza.
Infatti se dico "Televisione" rendo già bene l'idea, non ho bisogno di aggiungere altro.
Se dico "Internet" invece, devo sempre aggiungere qualche spiegazione, che il più delle volte userà termini come computer, rete, connessione, digitale, collegamento, mondo, interattività.
Giusto per mantenerci sui concetti base.
In conclusione dunque, potremmo dire che definiamo New Media tutto ciò che ha una connotazione digitale, con la quale è possibile interagire, e che permette la connessione con altre persone, anch'esse dotate delle stesse tecnologie.
Vedi che non bastano due parole?
Iscriviti a:
Post (Atom)





